SE E’ UN SOFFRIR D’AMORE

E’ vero che l’amore fa soffrire?? Secondo me si moltissimo. Gli scrittori/ici di romanzi rosa lo sanno bene, tanto più se si occhio tratta di ambientazioni storiche. Voglio porre un ragionamento. Il lettore dovrà carpire il sentimento dell’amore in chiave di sofferenza. In quel caso lo scrittore descriverà la storia di un amante che travagliato dai suoi stessi sentimenti, si ritrova a soffrire, vedendosi prosciugare l’anima, sentendo le ferite che si aprono nel suo cuore e perchè no lasciarsi andare in un pianto straziante. E quale sarà la causa di questo mal d’amore, appunto? Vediamolo nell’ottica della vostra Storyteller : il caso più doloroso, estremo, pessimistico e dal fascino vittoriano. L’amante in questione soffre terribilmente perchè la fonte genetrice del suo amore muore, probabilmete in battiglia, perchè è una morte nobile. La donna sarà quindi terribilmente afflitta e passarà i suoi giorni nello sconforto , senza riuscire ad eliminare dalla propria mente quel morbo che la divora. Ma questa visione non è farina del mio sacco. Vede il suo fiorire negli anni novanta del Settento quando appunto prende forma una nuova corrente culturale, nota come Sturm und Drang, il cui significato è ” Impeto e Tempesta”.  Questa corrente culturale di origine tedesca presenta i pilastri portanti della cultura romantica, diventati poi simbolo di una nuova cultura letteraria molto diversa dalla precedente, la quale vedrà quindi la sua espansione a macchia d’olio sul panorama internazionale europeo. Questi pilastri sono meglio noti come il titanismo, considerato il vero e proprio filo conduttore dello “spirito faustiano”, scritticreazione del genio di Goethe, l’introspezione come base della cultura sentimentale, la natura, vista come dell’immaginario di fuga, lontano da una civiltà razionale e manipolatrice della mente e la religione, vista nella chiave del panteismo spinoziano, ovvero una forza illimitata, creatrice e generatrice, culla del grembo di Madre Natura, sentita dai romantici come la passione dell’infinito.

Questa è l’origine del dolore sentimentale nella letteratura, un varco nel nostro passato letterario, che ha reso vivo tutto il patrimonio poetico e prosaico da allora.

Vorrei proporre una mia poesia a riguardo.Il suo titolo è Dolore Immenso ❤

In questa immensità
che verde fu al mio apparire
mi uccise con placida dolcezza,
bevvi dal calice di questa disumana bestiaRUSULINA
che entrando in me
vagò per giorni nelle mie membra.
Mi sussurrava parole di morte,
oscuro rendeva lo scorrere del viver mio
e tentavo invano di sfuggir dal pensar.
E’ il costo di una trucida battaglia,
che non si può macchiar solo del sangue altrui
e sconvolge questo e il parallelo mondo.
Cavalier che uccidi senza pietà
anime innocenti,
consumi gelido le tue laboriose fatiche,
inerme di fronte alla morte
uccidi due volte.
Contavo gli istanti, io,
perché nulla mi rimaneva,
guardavo di lontano della finestradolore
con gli occhi di speranza
e sentir cullar dolce di campane
come il dolore più atroce
di un impavido tempo che non si da pace
neppure difronte alle lacrime.
Le campane risuonavano come non mai
in questo dì di festa,
tutti gioivano,
io coltivavo il peggior incubo
perché non scorgevo lo scintillare della tua lama
che mi abbagliava sempre il viso
e mi ispirava la tua prodezza.
boscoAncor vivevo quella verde immensità
man mano però appassiva
come fiori inariditi al sole
mentre i miei occhi si dimenavan
io mi infliggevo mortali ferite nel petto
disgregavo il mio cuore come sabbia finissima.
E lì avrei preferito bruciare,
che sentire il raggelar delle mie lacrime.
Quindi ti trovai,
giacevi a terra, immobile,
e forse pensavi ancor
nessuna luce negli occhi,
nessun battito del tuo cuore.
In quel momento il mio fermò il fluire del suo nutrimento.
Quella bestia infame mi suggerì il giusto presagio
il segno maleficotomba
fu il vero
tessevo così il dolore immenso,
che la trama rendeva più fitta ogni giorno.
Torna tra gli Inferi, Diavolo
un’altra vittima di cui sfamarti
hai trovato.
E così i mortali ti denudarono dalla vesti argentee
in cambio di una maschera dorata
così che Lui possa portarti via con sé
dilaniato tra le fiamme
e scomparendo nel grigiore del cielo
nel cupo fumo del dolore
sublimi la mia beata esistenza.

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