Romanticismo Inglese: prima parte

waterhouse-john-william-la-dama-di-shalottPrimo ‘800, un periodo storico carico di fatti ed eventi che hanno completamente cambiato il modo di pensare della gente, dalle vette fino ai componenti degli strati sociali inferiori. E’ l’epoca della rivoluzione francese, che spira con sé principi sempre più nobili e alti. Ormai Voltaire, Rousseau, e tutti gli altri personaggi di spicco del secolo dei Lumi sono un lontano ricordo. Affacciandosi alla grande finestra dell’Europa si possono scorgere nuove conquiste e rivoluzioni in ogni dove: in Russia vogliono una nazione in cui sentirsi a casa, la Spagna insorge per mettere in mostra i propri diritti, la Grecia lotta assiduamente per la propria indipendenza. La patria era il coronamento di un nuovo modo di pensare, fonte rigeneratrice morale, sociale e religiosa. La carità e fede civile appariva come il più nobile dei sentimenti, sopra ogni forma di egoismo individuale. E’ proprio da questo, dall’esigenza didelacroix umanità, di espressione irrazionale del sentimento, dall’esaltazione di cose tanto inspiegabili come la natura, l’amore, l’arte e la fantasia, che nacque una nuova corrente. Diversa perché sapeva che l’uomo non conosce solo per ragione, bensì spinto dall’istinto, dalla passione, dal cuore. Fu così che venne chiamata Romanticismo. E toccò tutte le arti presenti all’epoca, senza esclusine. Dal lì comunicare per ogni artista era espressione pure e semplice del sentimento. Sciolsero a poco a poco disciplina, regole, costrutti tecnici per dare libera scena al sentimento nella sua forma più comunicativa. In letteratura, una delle patrie in cui il Romanticismo si fece maggiormente sentire fu la Gran Bretagna. Lì giacquero molti tra i miei poeti preferiti. Personalità differenti e vite molto diverse, ma accomunati dal desiderio rendere vivo il sentimento.

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Ritratto di Lord Byron

Amo molto le poesie di Lord Byron, conosciuto anche con il nome Mad Jack. Nacque sulla fine deli anni ottanta del Settecento, molti amori di gioventù, soprattutto verso delle cugine e in seguito ebbe tre mogli e dalle diverse relazioni nacquero tre figlie: Medora, Augusta Ada e Allegra, che purtroppo morì quand’era ancora una bambina. Nella sua vita poteva vantare l’incontro nei pressi di Ginevra con un noto poeta romantico dell’epoca, Shelley in compagnia di Mary, la coniuge nonché scrittrice, che risulta conosciuta per aver creato il personaggio di “Frankenstein “.

Poeticamente parlando è l’eroe del Romanticismo: egli stesso è considerato la personificazione della figura letteraria che ha creato. E’ idealizzato ma imperfetto, un ribelle insomma, la cui espressione amorosa e ostacolata dai vincoli sociali, dall’istituzione e perfino dalla morte. La rabbia e i comportamenti auto-distruttivi in nome di principi per sé inviolabili sono la sua condanna.

Quando scrive poesie la Natura e l’amore la fanno da padrone: parla del sentimento e di ciò che lui stesso prova senza limiti, senza freno alcuno, la parole “amore” e “innamorarsi” sono esplicite nei testi e non ha problemi a dire che ama più la Natura dell’Umanità, perché questa gli regala di più. Compone versi che parlano dei voti degli innamorati, ancora più sinceri se si ode il canto di un usignolo e parla della mortalità umana come colei che ci spinge a cercare l’impossibile, l’immortalità.

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Ritratto di Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley ed un altro tra i miei poeti prediletti. Scrisse “ti amerei il giorno e la notte – nella calma e nella tempesta”. Nacque nei primi anni novanta del Settecento. Era nobile, parte di un importante casata dell’aristocrazia inglese, frequentò l’Università di Oxford e lì era conosciuto come “mad Shelley”. Dopo una gioventù felice seguirono le due relazioni che caratterizzarono la sua vita: la prima con una studentessa inglese, Harriet Westbrook, figlia di un proprietario di un cafè nel centro di Londra. Ma gli ideali troppo all’avanguardia del poeta si scontravano con la mentalità chiusa della compagna. Alla fine anch’egli incontrò il vero amore, una donna accomunata dai medesimi principi e che ricambiava il sentimento: Mary Godwin. Il loro amore è stato il più romantico in assoluto, fu ostacolato dal padre assiduamente, ma alla fine li premiò una coraggiosa fuga romantica in Francia, quindi viaggiarono da Parigi fino ai confini della Svizzera a cavallo. Mary definì così questo viaggio: ” Era come recitare un romanzo, essere un romanzo vivente”.

Poi Mary cadde in depressione, in seguito alla morte della figlia, ad appena due settimane dalla nascita. Anche il secondo figlio William, morì prematuramente di malaria.

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Ritratto di Mary Godwin Shelley

Nel corso della loro vita ebbero modo di conoscere Lord Byron presso Ginevra, perché questo e la sorellastra di Mary divennero intimi amanti.

Un altro fatto che li caratterizza è il viaggio in Italia: assieme a Byron, visitarono le migliori città dedicandosi alla passione della scrittura e della lettura. Percy morirà nel 1839, non è chiaro se a causa di un naufragio o suicida. Verranno poi seppeliti insieme, alla morte di lei nel cimitero acattolico inglese. Come segno del proprio amore per Percy, Mary fece cremare il suo corpo cospargendolo di olii profimati e resine aromatiche, proprio come descritto nell’Eneide, e prima che questo bruciasse, fece estrarre il suo cuore e lo conservò fino al giorno della sua morte in una scatola sapientemente sigillata. Questo venne poi seppellito con loro.

E infine il mio poeta preferito, John Keats, come potrebbe non esserlo, il più romantico tra i romantici. Pochi anni fa dedicarono un film alla sua travolgente e intensa seppur breve, storia d’amore con Fanny Brawne, intitolato Bright Star, parole con cui intitola una sua poesia, nota in italiano con il titolo Fulgida Stella.800px-john_keats_firma_reconstrucci__n

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Ritratto di John Keats

La vita di Keats, nato nella metà degli anni novanta del Settecento, diventa traumatica e piena di sventura fin dalla tenera età: a otto anni perse il padre, in seguito a un trauma cranico per una caduta da cavallo. La madre ebbe un matrimonio infelice, che portò i fratelli minori dal nonno, ma purtroppo morì l’anno seguente. In questo clima così deprimente Keats comincia a appassionarsi di lettura e di lì a poco il grande ingresso nella società letteraria inglese. Conosce tutti i maggiori esponenti: Wordsworth, Shelley e Byron.

Il tre marzo del 1817 è un giorno molto speciale per Keats: la sua prima raccolta di poesia fa capolino nel panorama commerciale. Poi un viaggio che gli cambia la vita: un poema ne è la dimostrazione, l’Endymion.

Finalmente il primo dicembre 1818, si trasferisce nei pressi di Londra nella casa di Brown e incontra l’amore, la sua Fanny, ma le sue condizioni economiche poco aiate e la salute precaria non coroneranno mai il sogno del matrimonio. Infatti morirà molto giovane, a ventisei anni di tubercolosi, il 23 febbraio del 1821 a Roma, dove si era trasferito per beneficare del clima più mite, alle ore 23:00 circa. La sua tomba giace nel cimitero acattolico di Roma, un luogo enigmatico ma pieno di fascino, in cui incontrare in bright staruna veste diversa dal solito coloro che con le loro parole hanno voluto lasciare il loro segno indelebile all’umanità.

Sulla lapide viene riportato il seguente epitaffio, secondo le richieste in punto di morte del poeta:

<Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore,IMG_6018 di fronte al potere malino dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “ Qui giace un uomo il cui nome è scritto sull’acqua”>

Termino questo articolo con una mia poesia. Spero vi piaccia come a me. Mi sono divertita a scrivere queste pagine, sono argomenti che amo molto. Questa è dedicata a Keats, espressione dell’amore romantico e innocente, il suo titolo è “Memorie di Vita”

BrightStar_254042sSola camminavo su quest’erba di rugiada

a piedi nudi, bagnati di purezza,

con il Sole del mattino che mi irradiava il viso,

in un momento, un lampo, un sogno,

lo stesso che si ripeteva sempre,

in un perpetuo singulto,

che mi regalava un’accesa e lungimirante

Voglia di Vivere.

Perché siamo come farfalle,farfalla

liberi, in mezzo al cielo,

e senza sofferenza, se non la Morte.

Vivono non più di tre giorni,

come noi pure.

Verge intorno ad un attimo la Vita,

in quella vereconda realtà

che ci donarono in grembo.

L’anima dei nostri avi aleggia intorno

e in una danza mistica e incontrollata

proteggono il Giorno e ci donarono la Primavera.

in un soffio di vento.

arcana stellaE quando viene la notte

e il silenzio cala,

chiusa nel mio giaciglio,

rifletto il mio momento vissuto,

e ammiro l’arcana stella più luminosa.

Tu quindi abbraccia il mio spirito

perché il tuo mio mi pulsi nel cuore.

Libera dalle dannate catene

mi accingo ora nel sonno

che con le lacrime e la devozione pagai

per la protezione.

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