Riflessioni di guerra e di passione

LOC LA BATTAGLIASalve a tutti! La pubblicazione di oggi è la dimostrazione di come l’ispirazione poetica, quella vera, non ha remore e confini. Qualsiasi cosa intorno a noi, se letta in chiave artistica, può diventare la nostra musa, suggerendoci i versi di una nuova poesia. Essere un poeta, vuol dire essere artisti, in fondo. Sono persone con uno spiccato senso dell’immaginazione, la fantasia in questo caso si può modellare, prendere forma da qualsiasi principio. Questa volta l’ispirazione viene da quello che per me è una dei miei film preferiti, per molti lungo, noioso, di ambientazione storica, per me incredibilmente affascinante. Parlo del film “La battaglia dei tre regni”, in particolare delle sue colonne sonore, sapete quanto per me la musica sia oggetto di ispirazione. A seguito di tale premessa, andando nello specifico di quello che definisco canto più che poesia dato la sua lunghezza, si ha il monologo di un ufficiale in procinto di partire per la guerra, riflessioni un pò di getto, così come suggerisce la coscienza, tristi, maliconiche e cariche di sincerità, ma che trapelano un forte senso di speranza e ottimismo, soprattutto negli ultimi versi. All’interno trova spazio anche il rispetto delle tradizioni e dei propri avi, per la guerra, il senso patriottico e ovviamente in primis l’amore. Vi lascio quindi alla lettura di questa pubblicazione di metà settimana, dandovi appuntamento a quella del week end.

Sempre vostra, Storyteller ❤

RIFLESSIONI DI GUERRA E DI PASSIONE

Valicati gli oceani

e le steppe infinite

brulicanti di vita,

ove la tigre nutre l’animo alla formica

e il vento disseta le sorgenti.

Ove il profumo della rugiada nutre

come le carezze.

Mi alimenta di forza

aperti gli animi e chiusi gli occhi,

trasportato il pensiero

come zattere alla deriva

nella sottile brezza dell’est.

Ricordo,

la tua essenza

morbida e oleosa di gelsomino,

la tua conoscenza del mondo

elargita con l’umiltà di un sorriso

che talora colmava le pupille di fascino

e le mie di commozione.

È lì fu la voglia di stringerti tra le braccia

così viva,

come se il tempo scorresse senza fine.

Ma non sei così lontana,

troneggi nel cuore

mia imperatrice,

di cui lo sguardo solo mi rese suddito.

Lì, sussulta con i colpi del tamburo

la marcia bellica.

Veloce come le bufere

feroce come il leone ruggente

e impavido come la spadazhuge

che scaglierò nel petto.

I padri insegnarono

con orgoglioso zelo

le arti della guerra,

secondo l’antico volere di natura.

La sola orazione

fu tramandata allora

come nei secoli avvenire.

Dissero che la foglia del the

nasconde una pregiata bevanda,

così la nube cambia il giorno

portando tempesta

nella placida vittoria,

e così il lato su cui cadde

il robusto ramo di ciliegio.

La forza

è nel germoglio di loto

e l’attesa nello scorgerne la crescita

la migliore delle virtù.

Non si erse la dimora

sulla terra nuda,

così il guerriero non combatte

con il pensiero spoglio.

La nostra sorte

gioì nel messaggio degli avi,

che mai tradirono

spargendo il seme della fede

per ricevere gloria.

Non si placa l’animo del guerriero,

come non arresta la caduta

di una goccia di pioggia

dal cielo,

così lo scorrere delle acque,

che sciolgono dai ghiacciai del nord,

neppure alla desolazione delle madri.

Se solo la natura ti avesse fatta uomo

saresti il migliore a dimenar di spada,

nel sorriso commosso del nostro sovrano.

Pochi giorni porteranno le fiamme dagli Inferi

COMBATTEREappassendo questo Paradiso,

fatto di luce e sogni gioviali,

le valli si macchieranno

dei valorosi sacrificati

che lanciarono messaggi d’amore

alle viscere di madre natura.

Ma verrà il giorno,

verrà,

le radici riprenderanno

l’antico vigore.

Versar lacrime sarà invano

quanto cercar vita

nella sabbia del deserto.

Con l’animo in pena

piegare un foglio di carta

sarà la peggiore delle torture.

Non temete,

perché ove ora veglia una luna tormentata

risplenderanno i raggi del sole.