Ricorderò amore

Mio profondo interesse è affrontare l’argomento del custume sociale nella storia e come qamore9uesto nel corso dei secoli abbia influito sulla vita relazionale
amorosa.
L’amore come ben sappiamo, per lo meno quello che ci può essere in una coppia è totalmente privo di valore.
In qualche modo risulta un ostacolo in quanto contro alle regole morali e sociali, fondamenti per una vita serena almeno agli occhi della gente, diremmo noi oggi. La società fino a pochi decenni fa definiva morale solamente una relazione conseguita nel matrimonio, che era tale solo se riconosciuto dalla benedizione parentale, per assicurare la coppia neofila la migliore posizione economico-sociale possibile. Il sentimento diventa così esclusivo e quasi sempre fuori dalla relazione coniugale.
Non capitava di rado infatti che tra le classi più agiate i nobili avesero un proprio amante,

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un uomo o una donna che non soloforniva quella relazione carnale appagante che ogni persona comune si aspetta, ma piuttosto un confidente, ed a volte il vero amore, nutrendo forti sentimenti l’una per l’altro.
A seguito una poesia struggente piena di sentimento, due amanti terribilmente innamorati fuggono lontano dalle loro case dove la natura li accoglie e non giudica, ignara di ogni gesto, anche il meno pudico e morale ma pieno di sentimento.<3

Libera è la Natura magna
in cui mi immersi soave,
scorgo flebile un gracchiare di merli
e la vista perde il confine
abissandosi tra
pennellate giocose di ruggine
e pepite dorate
delle aspre erbe
in cui lasciavo il passo.
Sentivo il vento sottile,
e fascinosi raggi di luce indicavano la via.
Là poco oltre l’amata quercia,
dove il lasciò copiosità di spiriti
e i druidi raccontavano antichi presagi.
Lì costudivo i gioiosi ricordi.
Questo fu luogo comune,th
dove fuggire dalle grinfie parentali
e finalmente trovare pace.
Dove sapiente illustravi il sapere della vita,
mi guardavi negli occhi con il sorriso in viso
e illuminavi il giorno.
Nel nostro sognar
a giacer ignari sul fieno di giugno
e l’aria afosa che sfiorava i corpi.
Ricorderò
come lasciasti sciolti
i tuoi lunghi capelli corvini
tanto di tenebra da accecare il sole.
Non dicevi nulla,
tu,
chè a parlare fossero i tuoi dolci e fanciulli occhi
e lo sguardo ingenuo
che colmava il cuore
d’immenso.
E giorno dopo giorno
vivevo il sogno
correndo tra i gracili arbusti e i campi di grano
oltre i boschi verdeggianti, fino
a scorgere l’infinità
d’acque di mare
Ogni volta
la flore si dipingeva d’imago
restando muti a respirare
la dolce brezza di resina e marini,
piantodove la frugale campagna
baciava le spiagge d’idillio
e dove incurante del buon costume,
io,
baciavo te,
vittima del torpore dei sensi.
Così
nell’aurea visione
vivrai con me e nel mio cuore.
Sotto la grande quercia
non sentirò il gelo della pietra,
ma il calore dei tuoi abbacci.
Ricorderò quel tuo sguardo di bambino
impaurito del mondo.
Ricorderò i tuo abbracci,
le tue carezze.
Ricorderò amore,
tutto questo,
seppur con lacrimato pensier,
convinta nell’animo della naturale ingiustizia
a lasciar decidere per noi non ha diritto.