La più grande bellezza: la natura

raduraSono molteplici ormai le riflessioni che ho maturato sulla natura. In qualche modo mi sento profondamente vicina ad essa. Perciò ho voluto dedicare un’intera pagina, avendo cura di affrontarla in termini più personali e meno culturali. Come penso i miei più fedeli sappiano, sono anni che ormai sono legata alle “discipline olistiche”, in cui tutto è in funzione di un naturale approccio con la vita. Inoltre da circa un anno e mezzo mi sono avvicinata alla cultura taoista, che come probabilmente sapete ha come obbiettivo principe celebrare l’equilibrio naturale di ogni path-of-nature-wallpapercosa così come la grande Madre li ha creati in un perfetta sinergia tra ying e yang, due polarità energetiche che messe in equilibrio, porta ogni essere a una migliore condizione di vita interiore. Molti sono i popoli che mettono in primo piano sia dal punto di vista cultuale che sociale gli elementi della natura, fin da tempi antichi, basta pesare alla popolazione celtica. Per loro la quercia, soprattutto gli esemplari secolari, è la rappresentazione del ciclo della vita, l’eternità, il senso di protezione. I druidi, i “pastori” della religione celtica, non eseguivano riti se non in presenza di alberi di quercia. E’ anche l’albero utilizzato per rappresentare il famoso “l’albero della vita”. ❤

albero celticoLa cultura contemporanea ci ha proiettato ad un approccio con la Natura sempre più etico fondato sul rispetto degli elementi che la compongono. Ad esempio il concetto di vegetarianismo (o vegetalismo in un’accezione più generale), è uno stile di vita molto diffusa in questi ultimi tempi, ma le sue origini sono ben più radicate nei secoli. Il primo vegetariano della storia fu infatti il matematico e filosofo Pitagora nel IV secolo a.C. Il vegetarianismo è stato seguito come stile di vita da molti volti noti della storia tra cui, per citarne solo alcuni, Budda, Platone, Plutarco, Ovidio, Seneca, Diogene, Origene, Tertulliano, San ponteGiovanni Crisostomo, Clemente Alessandrino, Voltaire, Rousseau, Leonardo da Vinci e i nostri amati coniugi Shelley. ❤ Il vegetarianismo fu poi adottato dal movimenti hippie come segno di protesta sociale, ma anche per il contatto quasi spirituale che essi avevano nei confronti della natura.

Dal punto di vista religioso sono molte le culture e i gruppi sociali a inserire l’essenza del consumo di carne tra le regole da rispettare, a esempio gli “Avventisti del Settimo Giorno”, molti ordini monastici e la stessa disciplina taoista. Io stessa infatti sono con grande gioia ufficialmente vegetariana da circa un paio d’anni. Bene spero che questa mia riflessione vi sia gradita. Detto ciò in seguito riporto una  poesia che scrissi proprio ispirata dalla natura e dalla sua infinita bellezza ❤

ODE ALLA NATURA

 

Il rintocco lento e monotonoelfo

di pesanti gocce

sui loro visi,

e restano immobili come soldati,

non sgomentano di nulla.

Il vento da loro schiaffi,

ma sono soltanto pargoli ingenui

uniti da una stessa impietosa Legge.

 

Il mondo ci domina

ferisce con l’asprezza dei palmi,

danno foggia alle loro gracili dimore,donna e natura

e voi, passivi, agonizzate vagiti natali.

Ad ogni respiro

un lento soffrire

per inebriare le narici

delle vostre droghe campestri.

 

E i figli dei figli cospargono le ceneri more

dove questi crescevano ignari

e nutrivano l’animo mio

di squisita bontà.uomo e natura

Dove i colori delle acque gioconde

si sposano con la valle copiosa

cangiante del sole diurno

e così cinta tra le oscure braccia della Notte.

 

Porterete gloriosi la razza

finchè la vita lo permette,

ma la lotta impari non avrà fine

La Madre nostra ci osserva attoniti.

Sì, la stessa che ci crebbe in grembo

e ci nutrì porgendoci il seno.

dama

Stanca e anziana

prega l’armonia dei giorni trascorsi

nel tempo immemore,

e lasciar vista al fratello

a condurre per mano la debole sorella.

rimosso per sempre il velo della vergogna.