La mia filosofia dell’amore: il contenuto della prefazione della Morale di Venere

cuore

Pensiamo a quel momento in cui dentro di noi si crea quella particolare condizione nel quale gli occhi si perdono ad osservare qualcosa, ma non stiamo semplicemente guardando qualcosa o qualcuno: la nostra mente viene completamente rapita da quella visione. La cosa ben più strana è che probabilmente non vediamo nemmeno il soggetto della nostra attenzione così come appare, ma piuttosto come la nostra mente ci suggerisce di vederlo. E poi quell’immagine  diventa continua, monotona, sommessa certo, ma sempre presente e si perde ragione nella critica di quest’essere, che prende le sembianze della perfezione. Il suo peggior difetto diventa occhio e lacrimescultura della sua essenza. E la perfezione si perpetua dunque grazie al nostro lato più ingenuo e selvaggio, l’istinto, che il più delle volte trova dimora nel proprio cuore. Come se una particolare forza magnetica sconosciuta portasse costantemente questa perfezione nelle nostre menti. Ma ci sentiremo davvero appagati di questa immagine solo se questa diventerà il vero. Perchè probabilmente negherete a ciò che affermo, ma l’unico vero movente alla vita è poter amare, ovvero la più grande, piacevole, amore5immensa  e iperbolizzata forma di libertà. Ovviamente la libertà fisica è importante, non lo nego, come pure quella mentale ( la famosa libertà di pensiero o parola), ma pedere ciò che si ama, qualsiasi cosa essa sia,è la più grande perdita mai concepita dall’animo umano. Traggo queste conclusioni avvalendomi di alcune basilari informazioni prese in prestito dalla filosofia romantica. L’abbandono ormai definitivo dei vecchi canoni di pensiero, supportati dalla sola ragione e scienza, cedono il posto ad una filosofia che tiene conto anche degli aspetti secondari dell’uomo, ugualmente caratterizzanti. La sua natura è prima di tutto istinto, quindi passione, cuore <3. L'essenza stessa dell'uomo non è quindi ragione ma

sentimento. La ragione è piuttosto uno strumento di cui si serve per dominare la parte più istintiva del sè. Egli vive tutta la vita di amore nelle sue forme più disparate. Per questo l'amore può essere concepito come "macroamore" e il "microamore", dove l'uno trae beneficio dall'altro creando così quella che noi  definiamo famiglia e quindi civiltà. Tutti i problemi di una società, tutte quelle condizioni che regolano le relazioni i...youumane, rappresentano una mancanza di amore. I problemi sociali sono definiti dalla perdita del sentimento amoroso.Se si riescono a regolare i rapporti sociali tra gli uomini, allora questo riuscirà a giovare anche sul singolo: gli uomini comprenderanno la normale necessità di amare e lascieranno amare a loro volta, creando così uno stato generale di benessere.

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