EDEN LUNARE

sacroe profano 2Ci riaddrentriamo nell’argomento interrotto nella pagina dedicata alla poesia ” Essenza”, parlando infatti ancora una volta di ” Spiritualità della carne” : un concetto del tutto decadente, opposto ai canoni della religione, principalmente cattolica, che despiritualizza la stessa, vedendo la necessità della fisicità (non parlo necessariamente dell’atto sessule), e come qualcosa che non vede legame con l’amore. L’amore religioso, quello della Bibbia  e di alcuni altri testi sacri, è qualcosa di puramente spirituale. Non possiamo dargli del tutto contro se la religione non concepisce tale concetto. Quando venne composta la Bibbia si era coscienti del concetto di anima, chiamata spirito in termini religiosi, grazie alla filosofia platonica, ma per chiunque a quell’era, perciò a grandi linee il periodo tra l’ottavo e il sesto secolo a. C, era impossibile ibridare in una stessa natura umana una predisposizione verso entrambi gli aspetti sensibili ( l’amore platonico e passionale appunto), erano due nature diverse. Non era possibile vedere l’amore spirituale carnalizzato, e tanto meno spiritualizzare le carni. Oggi sappiamo che non si può in amore essere completamente carnali o spirituali, ma ricerchiamo nell’amato entrambi gli aspetti sensibili, ed è comunemente accettato e sdoganato. L’amore se parliamo dei periodi addietro era spesso visto come puramente carnale, clandestino, se non blasfemo, perchè come già si era discusso era esterno alla concezione sociale, l’amore era il simbolo dell’adulterio, in termini romantici. Andando edenpiù nello specifico della poesia, ” Eden lunare” è una rappresentazione onirica della spiritualità della carne, ricreando l’amore dei protagonisti, una sorta di Adamo ed Eva, in una realtà simile al giardino dell’Eden, in una sua visione opposta: Dio è femmina, rapresentato per giunta non di fattezza umana,è la Luna infatti, che veglia sul suo creato insieme alle stelle, rappresentazione dei santi. Affianco a lei giace l’angelo, perchè tutti noi nel cielo abbiamo un angelo custode. La realtà in cui vivono “Adamo ed Eva”, che in questo caso risultano un adone, un semidio, e una fata piena di sogni, è appunto un eden, rigoglioso fertile, ricco di piante

tropicali, come ad esempio le orchidee, piante velate di fascino, ma è lunare, non c’è giorno, luce, la certezza, il simbolo della purezza, regnano invece oscurità e mistero.

Detto ciò lascio il seguito della spiegazione ad un’altra pagina, lasciandovi  invece alla lettura.

Sempre vostra, Storyteller ❤

 

EDEN LUNARE

Lieve pose

e sfiorò appena

dalle dita fragili

sui labbri purpurei,

inebria come tiepido liquore

del suo sorriso giocondo

nutri la follia

con l’enfasi delle emozioni.

E così d’incanto

fiorirono orchidee variopinte

sotto cieli plumbei di stelle,

meravigliate

nntdel tuo fascino.

Liberiamoci nella danza

d’armoniosi pensieri,

bagnati di pioggia argentea.

la terra dell’amore

è sempre più viva,

nessuna legge ci nota,

rapiti dalla furia di madre natura.

Non regge paura

non si conosce pericoli,

le nostre anime sono pure,

ancelle divine al servizio della fede.

Siamo i figli dell’Eden lunare,

virili e attraenti,

amanti eterei nell’avvenire,

tu il mio adone

io la tua fata sognatrice,

rendiamo limpido ciò

che l’etica rese torpido.

La madre grande,

osserva e giudica,

ma non punisce,

ricorda quando fu giovane e fertile,

e ci diede il paradiso.

La accanto al mio angelo custode,

alimenta il fuoco del mio Eros,

guerriero impavido,

che se lacrima spegnerà,

morirà con la mia esistenza.

sacro e profano