La mia letterina di Babbo Natale 2

albero-spoglioCaro Babbo Natale. Ogni anno la stessa storia. Si vive in bilico tra ciò che si è e ciò che si deve essere, tra una visione metafisica e una mediadica, tra il mondo e te stesso. Si, è così che mi sento. Una grande bolla dalle pareti finissime che si lacera al soffio e cancella la sua esistenza per sempre senza nemmeno lasciare aloni nel proprio passato.Perchè in fondo è solo una bolla: acqua e sapone. E tutto ciò rende un grande incognita la mia vita, il mio destino. Mi rifugio nella mente e così accinta in questo morbido calvario di pensieri pesco a destra e a manca alla ricerca di quel qualcosa che affascina il mondo, abbassandomi forse a quello che il mondo chiede da me. La ricerca è lunga e desolande e mi chiedo se mai qualcosa c’è che vada bene che si possa addattare alla taglia di tutto ciò che giace là fuori,oltre di me. Il Natale alla fine è diventato il rendiconto di tutto l’anno trascorso e nel tuo grande sacco tante cose a cui pensare, buone e cattive, che a volte fanno bene, ma spesso danneggiano, feriscono come lame taglienti. Ma io credo che il Natale sia altro. Almeno quel giorno è giusto mantenere alta la fiamma, quello spirito che aleggia sovrano, regala un alume di fascino incredibile. “Togliamo il mediatico, il sociale e impariamo ad apprezzare il Natale!” Penso sempre io. Bisogna rimuovere la ruggine dal  vecchio vaso di rame per farlo risplendere come nel suo passato. Il Natale si sta buon-natale-darkarruginendo Babbo Natale! Gli adulti lo considerano un giorno come un altro. Per i bambini un giorno all’insegna dell’avarizia: regali di ogni tipo a spese di chi soldi, magari non ne ha, o ha solo quello. Abbiamo dunque fallito?

Non credo, c’è ancora speranza. La mente è un organo banalmente volubile, si cambia idea dall’oggi al domani. Ma forse la gravità è che la mente ristagna in un amplesso più grande di sè. Cambiare la società sarà difficile invece, quasi impossibile. Tornerà il piacere di sorridere, di gioire insieme, di condividere e svanirà la smania del possesso, l’avarizia, i volti velati di tristezza, l’odio  e finalmente il nostro sogno sarà realtà.

Per Natale mi basterebbe vedere quel sorriso, lo stesso che sarà ricompensa alle mie sudate avventure. La voce più recondita, sommersa in grado di emergere tra tante e superare le tragedie di un maliconico soffocamento dell’amore.

Grazie Babbo Natale per illuminare la fine di ogni anno, per ridarmi uno sprazzo di gioia immensa tra i miei continui e monotoni pensieri, grazie per esistere nel mio cuore.

Con sincero affetto.

Storyteller’s Eye ❤

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